Aritmometro de Colmar

Data1882
realizzato aParigi
Cassetta in legno di rovere contenente un meccanismo a ingranaggi metallici per l'esecuzione di calcoli aritmetici. Lo strumento è composto da una piastra fissa superiore, per l’impostazione delle cifre e la selezione dell’operazione, e da un carrello mobile inferiore per la visualizzazione dei risultati.
Sulla piastra fissa è possibile impostare un numero fino a sei cifre tramite cursori che scorrono su scale graduate da 0 a 9; il meccanismo di calcolo si basa sull'utilizzo di cilindri a gradini di Leibniz. Una leva posta a sinistra permette di selezionare il tipo di operazione (Addizione/Moltiplicazione o Sottrazione/Divisione).
Il carrello mobile ospita il totalizzatore, composto da una serie di finestrelle in numero doppio rispetto ai cursori di impostazione. Ogni cifra del totalizzatore può essere azzerata singolarmente tramite un apposito bottone, oppure collettivamente agendo sulle ruote dentate poste alle estremità della piastra mobile. Un giro completo della manovella, situata sulla sezione fissa, trasferisce meccanicamente la cifra impostata al totalizzatore. Il numero di rotazioni effettuate dalla manovella viene visualizzato in una seconda serie di finestrelle (contagiri) allineate sul carrello mobile al di sotto del totalizzatore.
Lo strumento si inserisce nella secolare evoluzione del calcolo meccanico, che annovera tra i suoi precursori i progetti rinascimentali di Leonardo da Vinci e le innovazioni del matematico scozzese John Napier. Quest'ultimo, nell'opera Rabdologiæ seu numerationis per virguas pubblicata nel 1617, illustrò l'invenzione dei "bastoncini" per facilitare le moltiplicazioni, ponendo le basi per i successivi dispositivi automatici di Wilhelm Schickard, Blaise Pascal e Gottfried Wilhelm von Leibniz.
L'aritmometro di Thomas de Colmar, concepito nel 1820 e basato proprio sul meccanismo a cilindri a gradini di Leibniz, rappresentò la prima calcolatrice prodotta con successo su scala industriale, restando in uso attraverso vari perfezionamenti fino agli anni '30 del Novecento.
Questo esemplare riveste un particolare valore storico per l'Osservatorio di Capodimonte: fu donato nel 1929 dalla Società "Urania", istituita a Napoli nel 1924 "presso l'Associazione degli Ingegneri ... collo scopo di favorire l'incremento di questo Osservatorio" dal direttore Azeglio Bamporad e dalla principessa di Strongoli, Emilia Pignatelli, e "dall'interessamento di alcuni appassionati dell'Astronomia, ...col fine espresso di concorrere all'indispensabile rinnovamento degli strumenti".
Dettagli
Materia e tecnica
ottone e legno di rovere
Categoria
Calcolo
Definizione
Aritmometro
Bibliografia
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa, 1992, n. 59
La Grande encyclopédie, Parigi, H. Lamirault, 1885-1902, vol. 13, Animisme-Arthur, pp.957-963
Palladino, Nicla, L'aritmometro donato da Thomas de Colmar a Ferdinando II di Borbone (Re delle Due Sicilie) conservato alla Reggia di Caserta, in: Rendiconto dell'Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, Napoli, Liguori, 2006, vol. 73, pp.457-479
www.arithmometre.org
Autore schedaMauro Gargano