Camera lucida di Chevallier

Data1838 ca.
realizzato aParigi
Lo strumento è un dispositivo ottico portatile caratterizzato da un'architettura modulare. Il corpo principale è costituito da un'asta telescopica in ottone, che permette di regolare l'altezza del sistema ottico rispetto al piano di appoggio. Alla base dell'asta è presente un morsetto a vite per ancorare il dispositivo al bordo di un tavolo, o alla struttura di un altro strumento scientifico. All'estremità superiore dell'asta è fissata una cassa ottica, una protezione metallica chiusa che custodisce al suo interno un prisma a riflessione totale. La cassa presenta delle aperture che consentono al raggio luminoso di entrare, venire deviato dal prisma e uscire verso l'osservatore o verso un secondo obiettivo.
L'invenzione del dispositivo risale al 1806, anno in cui il fisico e chimico inglese William Hyde Wollaston lo brevettò come "an instrument whereby any person may draw in perspective, or may copy or reduce any print or drawing".
Sebbene il termine "camera lucida" sia stato coniato da Wollaston, le radici concettuali del dispositivo affondano nel passato: già due secoli prima, nel 1611, Giovanni Keplero ne aveva descritto un prototipo nel suo trattato Dioptrice. Altre fonti, tuttavia, rivendicano il primato dell'invenzione a Giovanni Battista Amici di Modena, sostenendo che la "camera lucida o chiara... anche per testimonianza dei Francesi, è dovuta al ch. sig. Amici di Modena".
Lo strumento conobbe una rapidissima diffusione in tutta Europa grazie al lavoro di ottici celebri: "Fu il più volte lodato sig. Chevalier che portò questo strumento d'ottica in Francia, avendolo aumentato di un apparato microscopico che ingrandiva assai la figura degli insetti e di altri oggetti di piccola mole, onde poterli senza alterazione esporre nel disegno tratto da sì piccole naturali dimensioni".
La camera lucida ebbe una rapida diffusione in Europa e molti laboratori di ottica e strumenti scientifici la inserirono nei propri cataloghi.
L'esemplare conservato a Capodimonte fu acquistato da Ernesto Capocci durante il suo soggiorno a Parigi tra il 1836 e il 1838 insieme al barometro di Bunten e al micrometro di Gambey.
Dettagli
Materia e tecnica
ottone
Categoria
Ottica
Definizione
Camera lucida
Bibliografia
Amato, Giacinto, Ricerche storico-critico-scientifiche sulle origini, scoperte, invenzioni e perfezionamenti fatti nelle lettere, nelle arti e nelle scienze. Tomo IV, Milano, Coi tipi di Giovanni Pirotta 1830, pp.153.154
Chevallier, Jean-Gabriel-Auguste, Le conservateur de la vue, Paris, chez l'auteur, 1815, pp.303-309
Hoppe,Edmund, Geschichte der Optik, Leipzig, J. J. Weber, 1926
Wollaston,William Hyde, Description of the camera lucida, in: Journal of natural philosophy, chemistry and the arts, 1807, vol. 17, pp.1-5
Wollaston, William Hyde, Specification of the Patent granted to William Hyde Wollaston, in: The Repertory of Arts, Manufactures and Agriculture, 1807, n. s., vol 10, n.17, pp.161-164.
Autore schedaMauro Gargano