Lo strumento è un obiettivo anastigmatico di precisione, basato su una configurazione ottica simmetrica calcolata per rendere trascurabili l'aberrazione sferica e l'astigmatismo. Questa architettura garantisce una definizione dell'immagine cristallina e una geometria perfetta su tutto il campo visivo, caratteristiche fondamentali per il rilievo cartografico.
All'interno del barilotto metallico è inserito un diaframma a iride regolabile, con una scala di aperture che spazia da f/5.6 a f/16. La meccanica è studiata per garantire la massima stabilità delle lenti anche in condizioni operative critiche.
L'obiettivo appartiene alla serie nota tra i piloti della RAF come "Big Bertha". Durante la Seconda Guerra Mondiale, queste ottiche venivano installate sulle macchine aerofotografiche Williamson a bordo dei veloci caccia Spitfire e dei bimotori Mosquito per missioni di ricognizione fotografica notturna, spesso in combinazione con potenti bombe flash.
L'esemplare giunse all'Osservatorio di Capodimonte nel 1949, come accessorio di una "Macchina aerofotografica media" acquisita grazie all'interessamento del CNR con l'intento di integrarlo in una camera quadrupla dedicata a ricerche di statistica stellare.