Incisione su rame con coloritura coeva, raffigurante la superficie del Sole sulla base delle pionieristiche osservazioni condotte dai padri gesuiti Kircher e Scheiner. La tavola è tratta dal celebre trattato enciclopedico Mundus Subterraneus, pubblicato da Kircher nel 1664 (I ed.), opera monumentale dedicata alla fisica terrestre e ai fenomeni naturali.
La rappresentazione è orientata con il polo boreale in alto e l'australe in basso; l'apparato scientifico è definito da una precisa legenda alfabetica: la linea F-G identifica l’asse di rotazione (Axis Globi Solaris), mentre D-E segna l’equatore solare (Æquator Solaris). Nella fascia equatoriale (Spatium Solis torridum) sono visibili le macchie solari (indicate con la lettera A), interpretate all'epoca come "pozzi di luce" (Putei lucis) o aperture sulla superficie luminosa. Lungo il bordo solare (da L a T) sono raffigurate vivide fiammate (Evaporationes una et macularum Origo), oggi identificate come protuberanze, mentre l'intero globo è circondato dall'etere cosmico.
Sebbene il titolo della tavola riporti la data 1635, le notizie storiche contenute nel volume correggono tale indicazione: le osservazioni delle macchie risalgono infatti al 1625 (Kircher a Würzburg e Scheiner a Roma), mentre quelle delle protuberanze furono effettuate durante l'eclissi del 25 dicembre 1628. L'opera costituisce un documento iconografico fondamentale per lo studio della fisica solare del XVII secolo e testimonia l'eccellenza della ricerca astronomica presso il Collegio Romano.