Macchina parallattica nuova

Data1852 - 1858
realizzato aMonaco, Vienna

Sono di corredo allo strumento i seguenti anelli e contrappesi: 6 contrappesi ad anello per obiettivo numerati da I a VII (manca il III); 2 contrappesi per asse numerati II e IV; un coperchio da contrappeso per asse numerato V; 8 anelli di raccordo numerati II, III, IV, VI, VII, VIII, IX, X. Un contrappeso rettificabile numerato III.

La macchina parallattica nuova, o di Strake, altro non è che un cannocchiale di tipo equatoriale. I circoli equatoriale e di declinazione hanno entrambi un diametro di 27,5 cm, e le loro divisioni sono scolpite in argento. Entrambi i circoli sono dotati di una coppia di noni, che forniscono per il primo il mezzo secondo di tempo e per il secondo i 4" d'arco. Il meccanismo del roteggio associato alla montatura equatoriale era basato sull'azione di un numero variabile di pesi, in grado di imprimere al cannocchiale un movimento rotatorio pari al moto diurno degli astri, consentendone l'inseguimento. Diminuendo i pesi era possibile rendere la velocità angolare uguale a quella del Sole, dei pianeti e della Luna.
L'obbiettivo ha un'apertura di 11,6 cm e una focale di 164 cm. In origine lo strumento era corredato di di 6 diversi oculari dei quali il più debole veniva utilizzato per l'osservazione di comete mentre il più grande raggiungeva un'ingrandimento pari a 290. Quando lo strumento arrivò a Padova era corredato di tre tipi di micrometri da usarsi in combinazione con gli oculari presenti: un micrometro ad anelli, un micrometro circolare dotato di un proprio apparato di illuminazione, e un micrometro filare destinato a misurare le differenze di declinazione e di ascensione retta.
Venne aggiunto un micrometro a larghe lamine dal meccanico dell'Osservatorio Cavignano.
Inoltre, fin dalla sua costruzione, all'interno del tubo del cannocchiale era stato disposto il dispositivo di Stampfer utilizzato per l'osservazione degli asteroidi.
A questo strumento fu adattato lo spettroscopio a visione diretta di Hofmann.
Lorenzoni introdusse "una fessura nel piano focale del cannocchialino" al fine di compiere osservazioni di tipo spettroscopico. La fenditura poteva essere ristretta o ampliata per mezzo di opportune viti.

Nel 1852 il Ministro della Pubblica Istruzione del governo austriaco decise di commissionare all'Istituto Politecnico di Vienna, che già aveva realizzato il circolo meridiano anche la costruzione di una nuova macchina parallattica. Santini, che ne aveva sollecitato l'acquisto, fu inviato "a descrivere la Macchina nelle precise dimensioni, e con tutti i congegni che deve aver, oltre a "quant'altro trovasse opportuno di additare per raggiungere al primo scopo nella costruzione della Macchina". Santini si affretto a rispondere chiedendo "che il cannocchiale di questo grande equatoriale [avesse] le stesse dimensioni di quello applicato al circolo meridiano" e soprattuto che si prestasse particolare cura nella realizzazione del "roteggio" che doveva guidare la macchina "con moto uniforme, e senza scosse nel senso del moto diurno degli astri".
Prima che tale cannocchiale giungesse a Padova trascorsero ben sei anni. I lavori per la sua costruzione vennero infatti ritardati perchè Christoph Strake, direttore dell'istituto politecnico di Vienna, era impegnato nella realizzazione di diverse macchine che dovevano partecipare all'Esposizione di Parigi del 1855.
Per poter accogliere nella maniera più appropriata lo strumento, che arrivò a Padova solo nel 1858, si eresse un nuovo cupolino dotato di tetto girevole sulla sommità della torre della Specola e da allora in poi l'equatoriale lavorò sempre in quella posizione.
Tra il 1870 e il 1882 questo telescopio fu lo strumento fondamentale per lo studio dell'astrofisica solare a Padova. Infatti, ad esso fu adattato lo spettroscopio a visione diretta di Hofmann, acquistato appositamente in occasione della spedizione in Sicilia per l'eclissi totale di Sole di quell'anno. Dopo l'esperienza siciliana, Giuseppe Lorenzoni, all'epoca astronomo aggiunto, prese ad utilizzare con assiduità questo strumento per compiere osservazioni spettroscopiche, in collaborazione con Pietro Tacchini a Palermo e Padre Angelo Secchi, a Roma.
Successivamente il cannocchiale di Strake, insieme allo spettroscopio di Hofmann, fece parte anche degli strumenti utilizzati dagli astronomi italiani in India, nel corso della missione per l'osservazione del passaggio di Venere sul disco solare del 9 dicembre del 1874.

Dettagli
Materia e tecnica
Ottone - argento - vetro
Misure
Apertura obiettivo: 11.6 cm (48.5 linee parigine); focale: 164 cm (60.5 pollici). / Circoli
Categoria
Astronomia
Definizione
Telescopio
Bibliografia
Rapporti sulle osservazioni dell'eclissi totale di Sole del 22 dicembre 1870, Palermo, Stabilimento Tipografico LAO, 1872, p.101
Tacchini Pietro, Il passaggio di Venere sul Sole dell' 8-9 dicembre 1874 osservato a Muddapur nel Bengala - Relazione pubblicata a spese del Ministero della Pubblica Istruzione, Palermo, stabilimento Tipografico LAO, 1875, p. 5 (con disegno) e 47
Abetti Antonio, Osservazioni di pianeti in opposizione, in Astronomische Nachrichten n° 2417 (vol. 101, p257)
Santini, Schreibendes Herren Prof. Santini, in Astronomische Nachrichten n° 1184 vol. 50
Valeria Zanini, Gli strumenti scientifici alla Specola di Padova, cit.
Valeria Zanini, Gli strumenti scientifici alla Specola di Padova, in Atti del Seminario ‘Storia delle Scienze e delle tecniche nell’Ottocento veneto: le scienze astronomiche’., Venezia 20-21 ottobre 2005 p.153
Zanini Valeria, Gli strumenti scientifici della Specola. Catalogo in La Specola di Padova. Da torre medievale a museo, Padova, Signum Ediore, p. 152
Giuseppe Lorenzoni, Osservazioni spettroscopiche del bordo solare, in Memorie della società degli spettroscopisti italiani, I (1872, p. 7)
Autore schedaZanini, Valeria