Lo strumento è un barometro a mercurio tipo Fortin, montato su una tavoletta in legno di palissandro (13×110 cm). La parte meccanica è composta da un tubo di vetro (diametro 1 cm) che pesca in un pozzetto inferiore più ampio, con un diametro di 6,6 cm.
Per facilitare l'operazione di azzeramento e la lettura del dato, sulla tavoletta sono applicate due piastrine in carta di contrasto: una è posizionata dietro la scala graduata superiore e l'altra dietro il pozzetto, permettendo di visualizzare con estrema nitidezza sia il menisco del mercurio che il riferimento del punto zero (la punta d'avorio). La misura è affidata a una scala millimetrica dotata di un nonio di precisione, azionato da una vite micrometrica.
Lo strumento è privo del termometro a mercurio, originariamente previsto per la correzione termica delle letture.
Sebbene sull'esemplare non siano attualmente visibili firme, i documenti d’archivio e le schede storiche dell’Osservatorio lo identificano inequivocabilmente come un "baromatro a mercurio Deleuil (Parigi) con tavoletta".
Lo strumento fu inviato a Capodimonte dall'Ufficio Centrale di Meteorologia, l'ente che alla fine dell'Ottocento si occupava di dotare gli osservatori italiani di strumentazione standard.
Il barometro proveniva dall'Ufficio Centrale di Meteorologia che forniva gli osservatori meteorologici italiani di strumenti standard.
Inizialmente, il barometro fu impiegato per le osservazioni meteoriche giornaliere effettuate regolarmente dalla Specola "per gli studii di climatologia". Successivamente, fu trasferito e installato nella stanza degli orologi.