Orologio a pendolo di Grimalde & Johnson

Data1823
realizzato aLondra
L'orologio presenta un movimento meccanico con scappamento a riposo ad ancora e ruota in ottone. Il sistema di precisione si affida alla compensazione a mercurio, dove la lente del pendolo agisce come un contrappeso termico. Il quadrante è in ottone ed è organizzato secondo il canone astronomico: il cerchio esterno segna i minuti, mentre i due quadranti ausiliari interni sono dedicati rispettivamente ai secondi (in alto) e alle 24 ore (in basso). Questo esemplare è custodito in una cassa in legno arricchita da un delicato decoro inglese, testimonianza di una manifattura che prestava attenzione anche al valore ornamentale dell'oggetto scientifico, che ne sottolinea la pregevole fattura e l'eleganza costruttiva tipica della tradizione anglosassone.
L'acquisto di questo orologio risale ai primi anni di vita dell'Osservatorio. Definito come uno strumento "della migliore qualità di cui questa R. Specola abbisogna", fu "comprato da Brioschi nel 1823... colla graziosa mediazione di S. E. il Co: Ludolf ministro di S. M. a Londra". Inizialmente, l'orologio era "situato presso il Circolo meridiano di Reichenbach piantato nella sala degli istromenti meridiani", svolgendo la funzione di riferimento per le osservazioni di transito. Con l'evoluzione tecnologica dell'istituto e "l'acquisto, nel 1871, del cerchio di Repsold, l'orologio fu spostato nella sala meridiana orientale".
Un capitolo tecnicamente rilevante della sua storia si apre tra il 1934 e il 1939, durante il radicale rinnovamento del patrimonio strumentale: l'orologio di Grimalde Johnson fu infatti utilizzato per comandare, mediante un differenziale, "secondo per secondo", il movimento d'orologeria con motore elettrico e regolazione automatica del "vecchio equatoriale di Dollond". Questa applicazione dimostra come un regolatore meccanico dell'inizio dell'Ottocento fosse ancora ritenuto così preciso da poter guidare i sistemi di inseguimento elettrici dei telescopi.
"Dal 1975 al 1990 l'orologio fu dato in prestito all'osservatorio di Soresina in provincia di Cremona", per poi rientrare definitivamente a Napoli ed essere integrato nel percorso museale della Specola.
Dettagli
Materia e tecnica
ottone, acciao, legno di noce, mercurio
Categoria
Calcolo
Definizione
Orologio a pendolo
Bibliografia
Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.132
Carnera, Luigi, La Specola di Capodimonte nell'anno 1934, in: Calendario del R. Osservatorio Astronomico di Napoli, 1934, pp.90-91
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 32
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.9
Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp. 139-141.
Autore schedaMauro Gargano