Orologio a pendolo di Reichenbach Utzschneider Liebherr

Data1812 ca.
realizzato aMonaco di Baviera (München)
L'orologio è un regolatore astronomico dotato di un movimento meccanico con scappamento a riposo ad ancora e ruota in ottone. In origine, il sistema di precisione si affidava a una compensazione a verghe di acciaio e ottone. A causa dell'andamento "molto irregolare" del suo moto, nel 1934 lo strumento subì un radicale restauro: il vecchio pendolo fu sostituito con un'asta in acciaio invar, acquistata presso la ditta Riefler di Monaco. In questa occasione l'orologio fu anche elettrificato con l'aggiunta di contatti elettrici al secondo, trasformandolo in un generatore di impulsi. Il quadrante argentato mantiene la classica configurazione astronomica: minuti sul cerchio principale, secondi nel quadrante superiore e 24 ore in quello inferiore. Un'apposita targhetta all'interno della cassa di legno documenta l'intervento di ammodernamento.
L'orologio fa parte del primo nucleo di strumenti ordinati per il nascente Osservatorio. Nella nota di Federigo Zuccari del 1813, tra gli "Istromenti commessi per ordine di S. M il Re delle due Sicilie... a Monaco al Macchinista Sig.r Reichembach", è infatti elencato "un pendolo de' più perfetti". Lo strumento giunse a Napoli il 15 gennaio 1815 e fu inizialmente installato nel sito di S. Gaudioso, in attesa del completamento della sede di Capodimonte.
Il trasferimento sulla collina di Miradois avvenne nel 1819 sotto la direzione di Brioschi, il quale annota che il 1° febbraio 1820 "si è terminato di collocare il circolo occidentale e si è posto l'orologio annesso di Reichenbach a scappamento libero... e il pendolo ho trovato pesare chilogr. 15". L'inizio dell'attività fu tuttavia travagliato: Brioschi documenta che l'orologio "si è fermato quasi subito" e che l'intervento di un orologiaio locale lo aveva "piuttosto sconciato". Ciò nonostante, lo strumento mantenne un ruolo centrale per oltre un secolo.
Nel 1933, nell'ambito di una riorganizzazione degli spazi, fu collocato nel "casottino in muratura" (ex sede del collimatore di Reichenbach) per affiancare lo strumento dei passaggi di Bamberg. In questa fase, il vecchio pendolo di Reichenbach & Utzschneider assunse una funzione di coordinamento tecnico: "comanda un cronometro a cilindro, ove si possono far scrivere tanto il pendolo fondamentale di Riefler, che quello di Frodsham".
Infine, nel 1935, Luigi Carnera lo trasferì nella "cabina a temperatura costante (circa 27°C) pei pendoli fondamentali".
Dettagli
Materia e tecnica
Acciaio, ottone, legno di rovere
Categoria
Calcolo
Definizione
Orologio a pendolo
Bibliografia
Brioschi, Carlo, Distanze circommeridiane dal zenit di stelle osservate coi circoli ripetitori e ridotte in: Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.4
Carnera, Luigi, La specola di Capodimonte negli anni 1932-1933, in: Calendario del R. Osservatorio Astronomico di Napoli, 1933, p.58-59
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 27
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.10
Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp. 139-141
Autore schedaMauro Gargano